Daido Moriyama
Lettere d'amore alla fotografia

Crediti: Daido Moriyama, Stray Dog, Misawa, Aomori (1971) © Daido Moriyama Photo Foundation
Per Daido Moriyama, la fotografia è viva, incredibilmente viva. Fin dai primi anni Sessanta – quando ha instaurato un rapporto quotidiano, quasi esistenziale, con questo mezzo sensibile capace di registrare il mondo – egli si è costantemente confrontato con essa attraverso progetti, immagini e testi che fungono da dichiarazioni d’intenti.
Nel 1972, il suo libro Shasin yo sayonara [Addio fotografia] ha decostruito le regole consolidate della pratica fotografica. Nello stesso periodo, ha pubblicato regolarmente saggi fotografici sulla stampa specializzata giapponese (Asahi Camera, Provoke, Shashin Jidai, ecc.), che fungevano da veri e propri manifesti. Ha inoltre intrapreso numerosi pellegrinaggi fotografici, seguendo le orme del pioniere della fotografia, il francese Nicéphore Niépce.
Molte delle sue immagini – colte nel corso della vita quotidiana – agiscono come una mise en abyme del mezzo stesso, offrendone un riflesso speculare.
La mostra alla Fondation Henri Cartier-Bresson non è una retrospettiva tradizionale basata su una successione cronologica di capolavori; è invece guidata da una precisa visione curatoriale, che segue il filo conduttore dell’ossessione di Moriyama per la fotografia stessa.
Curatore della mostra
Clément Chéroux
Direttore, Fondation Henri Cartier-Bresson
Media partner
Spot.fr
Dettagli
- Artista / autore / collettivo
- Daido Moriyama
- Curatore
- Clément Chéroux
- Orari di apertura
- La Fondazione è aperta dal martedì alla domenica, dalle 11:00 alle 19:00.
Ultimo ingresso: 18:20.
La Fondazione è chiusa il lunedì. - Tipologia mostra
- Personale