Le bruit du monde

Crediti: Luc Delahaye, "Jenin Refugee Camp", 2002 © Courtesy de Luc Delahaye et de la galerie Nathalie Obadia, Paris / Bruxelles
“Il rumore del mondo” è la prima mostra personale dedicata a Luc Delahaye, rinomato ex fotoreporter. Presentata da Photo Elysée in collaborazione con il Jeu de Paume, ripercorre venticinque anni della sua carriera. Attraverso i suoi tableaux fotografici, l’artista documenta guerre e centri di potere contemporanei in grande formato.
Esposizione
Nato nel 1962, Luc Delahaye appartiene a una generazione di fotografi che ha ridefinito il rapporto tra pratica documentaristica e artistica.
Le sue fotografie, perlopiù di grande formato e a colori, offrono una rappresentazione del disordine del mondo contemporaneo. Dalla guerra in Iraq a quella in Ucraina, da Haiti alla Libia, dalle conferenze dell’OPEC alle COP, Delahaye esplora il frastuono del mondo e i luoghi che dovrebbero regolarlo.
Talvolta scattate in un unico istante, talvolta vere e proprie composizioni assemblate al computer nel corso di mesi a partire da frammenti di immagini, le fotografie di Luc Delahaye sono sempre un incontro, immediato o ritardato, con la realtà. Una realtà che egli cerca di articolare, in una forma di distacco documentaristico, senza dimostrazione: “Arrivare, attraverso una forma di assenza, forse attraverso una forma di inconscio, a un’unità con la realtà. Un’unità silenziosa”. La pratica della fotografia è una cosa meravigliosa: permette questa riunificazione di sé con il mondo.
Biografia
Luc Delahaye è nato a Tours nel 1962. Nel 1984, dopo alcuni anni di peregrinazioni e vari lavori, si è stabilito a Parigi, dove ha svolto i suoi primi incarichi di fotogiornalismo. In seguito si è trasferito in Inghilterra per fotografare lo sciopero dei minatori ed è entrato a far parte della piccola agenzia Moba Presse. Lì si è occupato quotidianamente di cronaca politica e sociale, spettacolo e nera.
Nel 1985, grazie a una serie di foto scattate dai paparazzi, è stato assunto dall’agenzia Sipa Press e inviato a Beirut, dove ha vissuto la sua prima esperienza di guerra. Sono seguiti numerosi reportage di guerra e internazionali, che hanno coperto Afghanistan, Bosnia, Ruanda, Cecenia, Iraq, Cisgiordania e Gaza, Haiti, Congo, Sudan, Somalia e altri conflitti. Nel 1994 è entrato a far parte di Magnum Photos e nello stesso anno ha firmato un contratto con la rivista Newsweek. È stato eletto membro di Magnum Photos nel 1998 e ha collaborato con l’agenzia fino al 2004.
Il suo fotogiornalismo è stato riconosciuto con la medaglia d’oro Robert Capa (1993, 2002), primi premi al concorso World Press Photo (1992, 1993, 2002), il Paris Match Award (1992, 1994), il Visa d’Or (1993) e il premio Bayeux-Calvados per i corrispondenti di guerra (2002). In questi anni, parallelamente al suo lavoro di fotoreporter, ha realizzato diversi progetti documentaristici, alcuni dei quali sono stati pubblicati in volume e premiati con l’Oskar Barnack Award (2000), l’ICP Infinity Award (2001) e il Niépce Award (2002).
Nel 2001 ha smesso di lavorare per la stampa e ha iniziato a creare i suoi tableaux fotografici. Queste prime opere furono presentate nel 2003 alla galleria Ricco/Maresca di New York, lo stesso anno in cui pubblicò History (Chris Boot), poi alla Maison Rouge di Parigi nel 2005 e al J. Paul Getty Museum di Los Angeles nel 2007. Gli furono conferiti il Deutsche Börse Prize nel 2005 e il Pictet Prize nel 2012.
Dettagli
- Artista / autore / collettivo
- Luc Delahaye
- Orari di apertura
- lunedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica: 10:00-18:00 martedì: chiuso giovedì: 10:00-20:00
- Tipologia mostra
- Personale